Introduzione della Segretaria Generale UILFPL,
Rita Longobardi
“La formazione è la condizione per essere liberi, per sapere scegliere, per poter decidere.”
Con queste parole del nostro Segretario Generale PierPaolo Bombardieri, vogliamo dare il via a un progetto che rappresenta un passo fondamentale per il futuro della UIL FPL: la nascita della Scuola di Alta Formazione per dirigenti e quadri sindacali, che inizierà ufficialmente il 25 settembre 2025, presso la sede della UIL Confederale. È una scelta forte, frutto di una visione chiara: per rappresentare con autorevolezza lavoratrici e lavoratori, è necessario investire nella conoscenza, nella preparazione, nella formazione continua. Questa scuola è rivolta a donne e uomini under 45 anni, già in possesso di una laurea, che vogliano avviare un percorso serio, articolato su tre livelli – base, intermedio e avanzato – distribuiti su tre anni. Affronteremo i principali ambiti d’azione della UIL FPL: funzioni locali, sanità pubblica, sanità privata e terzo settore. Ringraziamo il Segretario Generale Pierpaolo Bombardieri per aver colto fin dall’inizio il valore strategico di questa iniziativa, sostenendola con convinzione e coerenza rispetto a quanto la UIL sta già facendo su tanti fronti: investire sulle persone, sulla formazione e sulla capacità di leggere il cambiamento.
Viviamo una fase storica segnata da una transizione sociale profonda, che attraversa ogni aspetto della nostra vita e del nostro lavoro. Una transizione che non è solo digitale o tecnologica, ma anche ambientale, climatica, culturale e relazionale. Il cambiamento, per essere giusto, va accompagnato, governato, guidato. Non possiamo limitarci ad adattarci: dobbiamo essere protagonisti di questo processo, con responsabilità e con una visione capace di tenere insieme i diritti, la sostenibilità, la coesione sociale. È anche per questo che oggi più che mai, i diritti rischiano di arretrare. Il modello di società verso cui ci muoviamo richiede attenzione, presidio, vigilanza continua.
I diritti non sono garantiti per sempre, ma devono essere tutelati e reinterpretati, anche alla luce delle nuove sfide globali. Servono sindacaliste e sindacalisti capaci di avere uno sguardo ampio e trasversale, attenti alle nuove disuguaglianze, alle fragilità emergenti, alle aspettative delle persone che rappresentiamo. Essere sindacalisti oggi significa saper fare sindacato, ma anche saper essere sindacato. Vuol dire possedere strumenti tecnici e normativi, ma anche consapevolezza culturale, visione politica e capacità relazionale. Significa portare ai tavoli istituzionali e di contrattazione la voce di lavoratrici e lavoratori con competenza, concretezza e passione. La nostra è una visione confederale, che guarda al mondo del lavoro nella sua interezza, superando la logica settoriale o corporativa.
Vogliamo affrontare i problemi da più punti di vista, con una prospettiva ampia, responsabile e costruttiva. È questa la nostra differenza rispetto ad altri modelli sindacali: un approccio che mette al centro le persone, i diritti, il valore del lavoro e della democrazia sindacale. La scuola nasce per preparare una nuova generazione di dirigenti a governare questi cambiamenti con competenza, lucidità e spirito critico. Sarà uno spazio di formazione, confronto e crescita personale e collettiva. Un’opportunità per rafforzare l’identità sindacale, ma anche per innovare il nostro modo di rappresentare e tutelare lavoratrici e lavoratori. Perché la UIL FPL crede nel valore del sapere, del saper fare, ma soprattutto del saper essere. Essere sindacato significa essere presenti, autorevoli, capaci di incidere con proposte concrete, ma anche capaci di ascoltare e di includere. Questa scuola è quindi un investimento sul futuro della nostra organizzazione, e insieme un messaggio chiaro: la UIL FPL guarda avanti, crede nei giovani, e sceglie con coraggio di costruire una nuova classe dirigente, libera, preparata e consapevole. Iniziamo insieme a costruire quel cambiamento.
RITA LONGOBARDI
Segretaria Generale UIL FPL
PREFAZIONE
“Se non si conoscono adeguatamente i contratti, se non si sanno interpretare i bilanci, se non si ha dimestichezza con le dinamiche della pubblica amministrazione e della sanità, si rischia di lasciare spazio a chi quei diritti li vuole smantellare”
